Legge 219_2

Sono le 13 e 10 minuti. Sto tornando da scuola e sto andando a casa. Frequento la quinta classe elementare, la mia maestra si chiama Giulia, porta spesso i pantaloni, ha gli occhiali e i capelli lunghi e neri.

Non ci vuole molto per raggiungere casa mia, la scuola sta al centro di tutti questi palazzoni. Continua a leggere

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Stato di quiete

Una delle caratteristiche della poesia di Pierluigi Cappello è la nitidezza.
Ecco un esempio:
Costruire una capanna/di sassi rami foglie/un cuore di parole/qui, lontani dal mondo/al centro delle cose,/nel punto più profondo.
Questi sei versi chiudono la raccolta Stato di Quiete. Pubblicata nel novembre scorso, è divisa in tre sezioni, per un totale di trenta poesie. Continua a leggere

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Sono solo poesie

Pietro Secondulfo,  il poeta generoso

C’è un momento nella vita quando la poesia ha urgenza di uscire fuori, farsi conoscere, parlare, interloquire,  farsi leggere. È un qualcosa  che viene dall’anima? Da dentro? Che ci attraversa a nostra insaputa? È un mistero!   Continua a leggere

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Il bene che viene dai morti

di Giovanni Mariotti, et al./edizioni, Milano, 2011.

È la storia di due ragazzi timidi e tristi che per qualche tempo hanno viaggiato insieme, tutte le sere, seduti accanto nell’autobus che li riportava a casa dalla città. Li riportava al paese di provincia dove vivevano poveri e insicuri. Lui tornava dalla scuola, lei dal lavoro di operaia. Continua a leggere

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Prosa o poesia

1. Una volta, neanche tanto tempo fa, si pensava che la poesia avesse un rapporto diretto con i destini generali del mondo. Si pensava che la poesia fosse qualcosa di importante. Le cose, però, negli ultimi decenni sono cambiate. Tanto per fare in parallelo un esempio, in storia dell’arte negli ultimi decenni si è affermato il concetto di ‘pluralismo estetico’. Continua a leggere

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La morte

Oggi sul treno dei pendolari, è salita la morte.

Ha trovato un posto libero vicino al finestrino nella stessa direzione di marcia del treno, come piace a lei. Si è tolta il soprabito, ha sistemato la borsa di pelle nera sulla reticella e si è messa comoda.

Aveva la faccia seria, anzi triste. La morte è sempre triste. Guardava la campagna sfrecciare fuori dal finestrino e, di tanto in tanto, si girava per spiare di sottocchio i viaggiatori. Continua a leggere

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Perché leggere Il gioco della felicità di Gabriele Iaconis mi ha reso felice.

Il lettore appassionato di narrativa è un tipo malinconico e insoddisfatto. Legge compulsivamente libri che non sa più dove mettere: si ripromette di andare all’Ikea per comprare una nuova indispensabile scaffalatura, ma è consapevole che non saprà poi montarla, e che i reiterati maldestri tentativi toglieranno tempo prezioso alla lettura di altri imperdibili romanzi. L’appassionato di narrativa è altresì consapevole che non riuscirà a stare dietro a tutta l’imponente produzione che nasce in ogni angolo del mondo ed è anche terrorizzato all’idea di perdere tempo a leggere libri mediocri, e di tralasciare irrinunciabili capolavori. Continua a leggere

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